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News, Runway, Tendenze
26 maggio 2016
Fashion shows are changing · How and why

#HEREANDNOW

La sfilata di moda rappresenta un processo creativo in continua evoluzione. Dalle maxi trasposizioni di elementi quotidiani in chiave extra lusso alle sfilate open air, dove il cittadino è stato chiamato a prendere parte ad un evento che fino a quel momento aveva fatto dell’esclusività suo cavallo di battaglia.

Ma lo scettro della rivoluzione va di diritto all’ingresso dei social network che stanno rivoluzionando il valore di “anteprima esclusiva” della sfilata stessa.
La prima stilista a rivolgersi ad una società di consulenza (Boston Consulting Group) per cercare di definire il futuro delle passerelle è stata Diane von Furstenberg perchè “stilisti, retailer e un po’ tutti si stanno lamentando delle sfilate. C’è qualcosa che non funziona più a causa dei social media, le persone sono confuse“. Il problema su cui fa luce la designer è la possibilità di diffondere in tempo reale le immagini della collezione attraverso le piattaforme social, che porta i clienti a richiedere subito in negozio i capi di abbigliamento che non saranno invece consegnati prima di sei mesi. Tutti richiedono la novità, e le collezioni che si trovano in negozio diventano passate nel tempo di una sfilata.
Le scuole di pensiero sono le più differenti, da Parigi che rifiuta il cambiamento restando fedele alla tradizione, a Londra che metterà a disposizione la celebre Saatchi Gallery per i brand in calendario alla LFW e che vorranno sfilare di fronte al pubblico di non addetti ai lavori. Alcuni brand internazionali come Paco Rabanne e Burberry invece, metteranno la collezione in vendita dal giorno dello show nei loro maggiori retail. Per sapere tutte le novità in merito, non ci resta che attendere pazientemente l’arrivo dell’estate e delle sfilate.

chanel

The fashion show is an evolving creative process. From maxi transpositions of everyday elements in the ultra-luxury key to open air fashion shows, where the citizen has been called to take part in an event that until then had in exclusivity its must.

But the scepter of the revolution goes right at the entrance of social networks that are revolutionizing the value of “exclusive preview” of the catwalk itself.
The first designer who turned to a consulting firm (Boston Consulting Group) to try to define the future of the catwalk was Diane von Furstenberg because “designers, retailers and a little ‘everyone is complaining about the shows. There’s something that no longer works because of social media, people are confused.” The problem on which the designer is focusing is the ability of disseminating images in real-time from the collection through social platforms, which leads customers to request immediately in stores the clothing that will not be delivered before six months. Everyone is requesting new, and collections that are in the store become past in time to a catwalk.
The ways of thinking are the most different, from Paris who refuses the change while remaining faithful to tradition, to London which will provide the famous Saatchi Gallery for brands scheduled to LFW and will want to pull out in front of the audience of non-experts. Some international brands like Paco Rabanne and Burberry instead, put the collection on sale by the day of the show in their largest retail. To find out all the news about, we just have to wait patiently for the arrival of summer and fashion shows.

 

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