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1 aprile 2016
From the Farewell at Zaha Hadid to the Milano Triennale

#ARCHITECTUREASART

Classificata da Forbes nel 2008 fra le 100 donne più potenti al mondo per il suo stile ed eletta da The Guardian tra le 50 donne più eleganti del pianeta, ci ha lasciati ieri la regina dell’architettura, la prima donna a vincere il premio Pritzker nel 2004, Zaha Hadid.
La fluidità delle linee nelle sue opere ne ha sancito il titolo de “la signora delle curve” rivoluzionaria e sognatrice.

Quasi ad offrirle un più che dovuto tributo, si inaugurerà domani la Triennale di Milano con mostre, eventi e festival in tutta la città. La nuova Triennale si diffonde per progettare le chiavi di lettura del mondo prossimo, raccolto sotto la dicitura “21st Century. Design after Design”. Una buona notizia non solo per quanti sono attenti alle tematiche progettuali e a quell’incrocio tra architettura e design che è da sempre il privilegiato sfondo operativo delle Triennali milanesi, ma anche per l’impatto che la rassegna avrà sull’intera Milano, trasformando la città in un grande e diffuso centro espositivo.
“Quando si muove la Triennale c’è sempre da essere contenti per la boccata d’ossigeno che è in grado di dare, così necessaria in questa fase storica tanto materialista e spiritualmente arida.” P. Ulian

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Classified by Forbes in 2008 in the 100 most powerful women in the world for her style and elided by The Guardian in the 50 most elegant women of the planet, yesterday Zaha Hadid, the queen of architecture, first woman to win the Pritzker prize in 2004, unfortunately left us.
The fluidity of her works lines signed her as “the lady of curves”, revolutionary and dreamer.
Almost offering a must tribute, tomorrow the Triennale of Milan will open with exhibitions, events, and festivals all over the city. The new Triennale spreads to project the keys for the next world, under the label “21st Century. Design after Design”. A good news not only for those who are aware to the projectuality, and a crossing between architecture and design which has always been a privileged operative background in Milan’s editions of Triennale, but even for the impact that the event will have all over Milan itself, transforming the city into a big and diffuse exhibition center.
“When Triennale moves, there’s always to be happy for the breathe of oxygen that is able to give back, so necessary in this historical phase so materialistic and spiritually arid.” P. Ulian

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