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Eventi, Runway, Tendenze
7 ottobre 2015
Paris fashion week • tell me your own story

#PFW

La presentazione delle collezioni spring summer ’16 continua con un calendario fitto di appuntamenti all’ombra della magia di Parigi.

Le scenografie che accompagnano la presentazione degli abiti si confermano una delle nostre maggiori attrattive, di creativa e manieristica comunicazione. Dalla location buia, surreale e distante, alla sfilata open air; dalla concettualità alla pura rappresentazione della banalità quotidiana in chiave extra lusso.
Lagerfeld non è nuovo alle maxi trasposizioni che dalla sua mente vengono tramutate in affascinanti realtà. Quelli che in architettura vengono chiamati “non luoghi”, come il supermercato e l’aeroporto, diventano invece immediatamente significativi nella mente del fruitore (che ne farà memoria), accolgono pubblico e modelle fino ad arrivare alla rete, con una potenza virale senza precedenti.

Quello che oggi sappiamo, è che nell’epoca della saturazione (di immagini, di concetti e di valori) resta poco spazio per le novità, quello che conta davvero, è raccontare la propria storia in maniera semplice e comprensibile, attraverso un linguaggio comune e mai scontato. E’ il luogo comune, quotidiano, quello a cui volgere lo sguardo. In che modo? Utilizzandolo come una musa, ricercando in esso una nuova visione e una nuova percezione che possano suscitare curiosità e interesse da parte del pubblico.

Mi ha colpito una frase di un collega: “Una cosa, però, resta evidente: chi non sa raccontare, banalmente o eccezionalmente poco importa, oggi è fuori dal fashion system“. E noi, ci troviamo perfettamente d’accordo.

PFW2015

 

The presentation of 2016 spring summer collections continues with a calendar full of events, under the magical Paris.
The set designs that comes together with the collection presentations confirms themselves as one of the most attractive, creative and manneristic communication. From the dark, surreal, and distant location, to the open air catwalk, from conceptuality to the pure representation of daily irrelevance under the key of extra luxury. Largerfeld isn’t new to this kind of maxi-transposition which coming out from his mind becomes fascinating realities. The commonly called in architecture “Non-places” as the supermarket, or the airport, becomes immediately a powerful reminding for the watcher, who will keep in memory. They welcome people and models until striking on the web, with a viral power like no one other before.
What we know today, is that in the age of image concepts and valors saturation, there’s few spaces left to new. The important is to tell your own story in a simple and understandable way, through a common and unexpected language. It’s the common place, the daily one, the one where we need to put our eyes on. How? Referring to it as a muse, searching into it for a new vision and a new perception which can raise curiosity and interest in the crowd.

A sentence from my colleague hit me: “One thing comes to evidence: who isn’t able to tell, with or without originality, today is completely out from the fashion system”. And we get along with this perfectly.

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